Aid al Kabir, la festa grande.
Aid al adha (festa del sacrificio) è la festa celebrata ogni anno nel mese lunare islamico di Dhul hijja, in cui ha luogo il pellegrinaggio, il quinto pilastro dell'Islam, in arabo Hajj. Spesso viene anche detta aid al-kabir (“festa grande”), in contrapposizione a aid al-saghir (“festa piccola”), con il quale si intende la festa per la rottura del digiuno del mese di Ramadan. Aid al kabir è una delle due feste religiose musulmane, la più importante. Questa giornata commemora la vicenda del sacrificio del Profeta Abramo, pace su lui, che aveva accettato per amore verso l'Unico e Solo Dio di uccidere il proprio figlio, ma che, grazie alla Misericordia dell'Altissimo, alla fine sacrificò al suo posto un montone. Nella tradizione cristiana è presente lo stesso avvenimento, con la differenza che per i musulmani è il figlio di Hajar, Ismaele, quello che inizialmente doveva essere sacrificato. In quella cristiana invece è Isacco, il figlio di Sara e fratello di Ismaele.
Il sacrificio viene effettuato per ragioni diverse, come ci insegna "Minhaj al Muslim" Di Abu Bakr Al Jazairi:
1) Guadagnarsi la grazia dell'Altissimo, che dice "Prega il Tuo Signore e sacrifica" (Sura 108, v.2)
"Dì; in verità la mia preghiera, i miei sacrifici, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah, Signore dell'universo senza alcun congenere" (Sura 6, v. 162)
2)Vivificare il ricordo del sacrificio di Abramo, pace su lui, il culmine del puro monoteismo, al quale l'Altissimo ordinò di immolare il figlio Ismaele, riscattandolo poi con un montone celeste inviato da Allah:
"Noi lo riscattammo con un grande sacrificio" (Sura 37, v. 107)
Chiesero al Profeta ss: "Perchè questi sacrifici?" "E' la tradizione di nostro padre Abramo" rispose. "Qual'è il vantaggio" Chiesero ancora. "Per ogni pelo vi sarà accreditata un buona azione" rispose. "E la lana?" "Anche per ogni ciuffo di lana" concluse il Profeta." (Ibn Maja e Tirmidhi)
3) Permettere l'abbondanza alla propria famiglia nel giorno dell'aid e diffondere la gioia tra i poveri.
4) Rendere gloria a Dio che ci ha concesso potere su questi animali e che dice: "mangiatene, distribuitene sia a coloro che si accontentano che a coloro che mendicano. Noi vi abbiamo assoggettato questi animali. Forse ne sarete riconoscenti. Ad Allah non giungono nè la loro carne nè il loro sangue. Ma a Dio giunge la vostra devozione." (Sura 22, v. 36-37)
Questa festa ha luogo il giorno 10 del mese di Dhul hijja in tutto il mondo islamico, unitamente ai pellegrini che assolvono all’obbligo del pellegrinaggio a Mecca, o al massimo entro i successivi tre giorni. Durante questi tre giorni è vietato qualsiasi tipo di ritiro spirituale e di digiuno, essendo giorni da dedicare unicamente al festeggiamento, senza ovviamente tralasciare i consueti impegni spirituali come la salat.
I preparativi per questa festa iniziano qualche tempo prima.
Le famiglie che hanno la possibilità economica di farlo quindi acquistano un montone anticipatamente. Nei paesi arabi viene spesso tenuto nelle case, visto che ve ne sono molte con giardini o comunque terreni circostanti ove è possibile farlo. Qui in Italia invece lo si tiene dal contadino presso il quale lo si acquista.
L'animale destinato al sacrificio,secondo la shariia, la Legge islamica, deve essere fisicamente integro e adulto e può appartenere alla specie ovina, caprina, bovina o essere un camelide. L’animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare e delle altre vene del collo, il che permette a tutto il sangue di defluire, visto che per la legislazione Coranica (ed anche per quella biblica) è proibito alimentarsi con sangue o carni che ne contengano non essendo, appunto, state sgozzate. Questo tipo di macellazione inoltre concede all'animale una sofferenza fisica praticamente inesistente.
La cerimonia avviene il giorno 10 di Dhul hijja o nei tre giorni seguenti, nel periodo di tempo compreso fra la fine della preghiera del mattino e l’inizio della preghiera del pomeriggio. L'animale viene sacrificato da un uomo, che deve essere in stato di purezza rituale, ovvero deve aver compiuto le abluzioni. Quando compie il sacrificio, deve pronunciare la formula: «Nel nome di Dio! Dio è il più grande». La formula "In Nome di Allah", la basmala, è obbligatoria.
Il Corano dice: "Non mangiate le carni sulle quali non sia stato pronunciato il Nome di Allah, sarebbe sfidare il Signore" Sura 6, v. 121)
Secondo il parere unanime dei sapienti, è preferibile che il musulmano esegua personalmente il sacrificio. Nel caso in cui invece ci si rivolgesse ad un macellaio, non è permesso compensare quest'ultimo con parte della carne della vittima. Ali disse: "L'Inviato di Dio mi ha incaricato della macellazione dei suoi cammelli sacrificali e mi ha ordinato di distribuire la carne in elemosina, così come le pelli e i basti, e di non dare niente di tutto questo in paga al macellaio." "Siamo noi che dobbiamo pagare il suo salario", disse il Profeta" (Bukhari e Muslim)
La carne dopo essere lasciata per qualche tempo a riposare, viene divisa in tre parti, una delle quali va consumata fin da subito in famiglia, mentre la seconda va conservata e utilizzata in seguito. La terza viene destinata ai poveri della comunità, che non hanno i mezzi economici per acquistare un capo da sacrificare. Secondo il fiqh malikita, una delle quattro scuole di giurisprudenza islamica, chi vuole comunque può donare tutto il montone in elemosina, anche se non è obbligato a farlo.
Disse il Profeta: "Mangiatene, conservatene e datene in elemosina" (Bukhari e Muslim)
Il giorno di l'aid quindi ci si alza molto presto, per prepararsi a partecipare alla preghiera collettiva che è religiosamente prevista per questa giornata. Si compie un bagno rituale e ci si predispone spiritualmente, ci si veste con cura con i migliori abiti acquistati proprio per questa occasione e ci si reca tutti insieme, donne, uomini e bambini, alla moschea, dove ci si scambiano gli auguri. Poi si prega tutti assieme guidati come di consueto dall'imam.
Dopo ciò si va subito a casa, e gli uomini si preparano per sacrificare il montone nei luoghi adibiti a farlo. Nei paesi arabi, come si diceva prima, ci sono molte campagne, molti hanno pezzi di terreno che circondano le case, e di solito lo si fa lì. Qui in Italia invece si effettua dai contadini che curano i montoni acquistati dalle famiglie oppure in luoghi concessi da proprietari di macelli come da accordi stabiliti con lo stato italiano.
Bisogna badare, quando ci si appresta a sacrificare l'animale, ad usare tenerezza e dolcezza verso di lui, non violenza. Si deve tranquillizzarlo, accarezzarlo, voltarlo verso la Mecca e pronunciare la formula di cui sopra, ed eseguire il sacrificio con la massima velocità, per evitare che l'animale soffra o si spaventi. E' necessario stare molto attenti a tutte queste regole, perché questo è un rituale religioso, che se fatto in modo errato spiritualmente non avrebbe nessun valore.
Dopodichè si trascorre la giornata in famiglia o tra amici e parenti, e, contrariamente al resto dell'anno, durante il quale è consigliabile mangiare il necessario senza esagerare, ci si può cibare in abbondanza.
Che Allah subhanaHu wa ta'Ala renda la vostra giornata di festa di domani gioiosa e serena, in compagnia della vostra famiglia e dei vostri cari.
As salam alaykum wa rahmatuLlah, Aisha.

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